Farmaci antiemetici nel trattamento della nausea e del vomito indotti dalla chemioterapia
Nausea e vomito continuano ad essere un problema rilevante per i pazienti affetti da tumore, sottoposti a trattamento chemioterapico.
La nausea ed il vomito, indotti dalla chemioterapia, sono classificati come acuti quando si presentano entro le prime 24 ore o come ritardati quando si presentano dopo le prime 24 ore.
Per il trattamento della nausea e del vomito sono dsponibili diversi farmaci antiemetici, tra cui gli antagonisti del recettore 5-HT(3), i corticosteroidi, gli antagonisti del recettore NK-1, gli antagonisti del recettore della dopamina, le benzodiazepine, i neurolettici ed i cannabinoidi.
Grazie ai più recenti farmaci antiemetici, il vomito può essere prevenuto nel 70-80% dei pazienti, mentre il controllo della nausea rimane al di sotto dell’ottimale.
Lo sviluppo di emesi acuta dipende dalla serotonina, mentre è poco nota la patofisiologia dell’emesi ritardata in cui diversi meccanismi possono essere in gioco, tra questi la sostanza P.
Jordan K et al, Crit Rev Oncol Hematol 2007; Epub ahead of print
Xagena_2007
Bortezomib nel trattamento del mieloma multiplo farmacoresistente e recidivante
Il Bortezomib ( Velcade ) un acido dipeptil-boronico modificato, è un inibitore reversibile dell’attività chimotripsina-simile del proteasoma 26S.
Il proteasoma è un complesso proteico che degrada le proteine ubiquinate. Il pathway ubiquitina-proteasoma svolge un importante ruolo nel regolare la concentrazione intracellulare di specifiche proteine, mantenendo pertanto l’omeostasi all’interno della cellula.
L’inibizione del proteasoma 26S altera i meccanismi normali di omeostasi, portando alla morte cellulare.
Il Bortezomib per via iniettiva trova indicazione nel trattamento dei pazienti con mieloma multiplo che hanno ricevuto almeno due precedenti terapie e che presentavano una progressione della malattia durante l’ultimo trattamento. Il dosaggio raccomandato di Bortezomib è di 1,3 mg/m2, somministrato come bolo per via endovenosa, 2 volte alla settimana per 2 settimane ( giorni 1, 4, 8 ed 11 ) con successivo periodo di riposo di 10 giorni ( giorni 12-21 ). Questo periodo di 3 settimane è considerato un ciclo di terapia.
Velcade è controindicato nei pazienti con ipersensibilità , oltre al principio attivo Bortezomib, al boro o al mannitolo.
Il trattamento con Bortezomib può causare:
Neuropatia periferica
I pazienti con sintomi di preesistente parestesia, dolore o bruciore alle mani e ai piedi e/o segni di neuropatia periferica possono andare incontro a peggioramento durante trattamento con Bortezomib. Possono risultare utili cambiamenti nel dosaggio e nella modalità di somministrazione.
Ipotensione
Circa il 12% dei pazienti trattati con Bortezomib può presentare ipotensione . I pazienti maggiormente a rischio sono i pazienti con una storia di sincope, quelli che assumono farmaci che causano ipotensione, e pazienti disidratati. Il controllo dell’ipotensione può comprendere: idratazione del paziente, somministrazione di mineral corticoidi, aggiustamento del dosaggio dei farmaci ipotensivi.
Eventi avversi gastrointestinali
In alcuni casi è richiesto l’impiego di antiemetici per contrastare la nausea e di antidiarroici per controllare la diarrea , dopo trattamento con Bortezomib. Per prevenire la disidratazione si dovrebbero somministrare liquidi ed elettroliti.
>Trombocitopenia
La trombocitopenia si presenta in circa il 40% dei pazienti . Ci sono state segnalazioni di emorragia gastrointestinale ed intracerebrale in associazione alla trombocitopenia indotta da Bortezomib. Il trattamento con Bortezomib può essere temporaneamente sospeso se insorge una trombocitopenia di grado 4. I pazienti trattati con Bortezomib dovrebbero essere sottoposti frequentemente a conta ematica.
I pazienti con insufficienza epatica ed insufficienza renale dovrebbero essere strettamente monitorati a causa di una possibile tossicità da parte del Bortezomib.
Reazioni avverse
I più comuni effetti indesiderati riscontrati in 228 pazienti con mieloma multiplo, trattati con Bortezomib 1,3 mg/m2, 2 volte a settimana per 2 settimane, seguiti da un periodo di riposo di 10 giorni , per un massimo di 8 cicli di trattamento , sono stati:
Il 14% dei pazienti è andato incontro a tossicità di grado 4: trombocitopenia ( 3% ), neutropenia ( 3% ).
Il 50% dei pazienti ha sperimentato gravi eventi avversi. Con “gravi eventi avversi��? s’intende : morte, eventi che richiedono l’ospedalizzazione e disabilità.
L’interruzione del trattamento con Bortezomib è stata osservata nel 18% dei pazienti. Le ragioni che hanno portato all’interruzione sono state: neuropatia periferica ( 5% ) , trombocitopenia ( 4% ) , diarrea ( 2% ) e “fatigue��? ( 2% ). Sono state segnalate 2 morti che potrebbero essere associate al trattamento con Bortezomib : un caso di arresto cardiopolmonare ed un caso di insufficienza respiratoria. ( Xagena2003 )